giovedì 16 luglio 2026

DOLOMITI WEEK PART 4

Siccome dopo 4 giorni avevo ancora i piedi fucilati ho deciso di fare una passeggiata a cavallo nei pressi di Salino dove ho trovato un maneggio aperto; non capirò mai perchè chi gestisce un maneggio è diversamene simpatico ma pazienza, mi sono divertita lo stesso.
Meno il fidanzaten che con i cavalli non ha molta dimistichezza ciononostante non si tira mai indietro 😊
Passeggiata incantevole
in questo angolo di paradiso
 😍

Non c'è niente di più bello e rilassante
di una cavalcata tra i boschi 💚
Dopo il giro a cavallo siamo andati poco distanti a visitare la cascata di Salino, un'oasi nel verde.
Fidanzaten fa il pagliaccen 😆 😂
Non so cosa ci sia successo dopo un'ora a cavallo e un piatto di gnocchi ma non siamo più tornati gli stessi, mal di testa, spossatezza, arti affaticati, ci siamo domandati se ci han drogati a nostra insaputa o siamo due catorci di 50 anni che non riescono a recuperare le forze perdute. Abbiamo poi scoperto cosa ci è accaduto, ci è preso il "mal di montagna" dovuto alla mancanza di ossigeno in alta quota, sembravamo drogati, anestetizzati, facevamo fatica a fare anche due gradini! A questo punto l'unica soluzione era riposarsi e così ci siamo buttati nella spa e poi a cena nel ristornate dell'albergo che ci ha regalato grandi soddisfazioni ogni sera, questi gnocchi con il ragù di gamberoni favoloso, ah quanto mi mancano i piatti dello chef!
Ma anche la polenta con i calamari freschi,
che bontà!
Oltre alle ortensie sempre fresche a tavola quella sera ci han messo le stelline sulla tovaglia, che sciccheria! ✨
Bunzigirl

mercoledì 15 luglio 2026

DOLOMITI WEEK PART 3

Sempre coi piedi distrutti ma col morale alto abbiamo deciso di passare una giornata in relax e visitare l'unico borgo medievale delle alpi carniche: Venzone. Passeggiando per i vicoli abbiamo notato che tutto era nuovo o quasi, anche il duomo di S.Andrea per poi scoprire che è venuto interamente giù esattamente 50 anni fa, durante il terremoto del 1976.
Oggi ricostruito perfettamente, come il 90% del borgo, ma Venzone offre anche un'altra curiosità, all'interno della cripta di S.Michele, accanto al duomo, sono custodite delle mummie.
La mummificazione naturale delle Mummie di Venzone si deve a particolari condizioni ambientali che si verificarono in alcune tombe del Duomo nelle quali si sviluppò la "Hypha bombicina Pers", una muffa con la proprietà di disidratare i tessuti inibendone la decomposizione, una volta rinvenute sono state studiate ed ora conservate sotto delle teche a temperatura controllata.
Usciti dalla cripta abbiamo incrociato
dei vicoli perfetti e...
...una chiesa crollata nel 1976 e mai più ricostruita, lasciata così a memoria di quello che fu.
Passeggiando abbiamo notato questo banner appeso davanti a molte vetrine, quest'anno ricorre infatti il 50° anniversario di un momento tragico nella storia del Friuli e d'Italia.
A questo punto abbiamo approfittato per vedere la splendida mostra sul terremoto del 1976: TIERE MOTUS
Aiutati da un vigile siamo riusciti a trovare l'ingresso della mostra, in due ci siamo persi come due rincoglioniti 😆 Ad accoglierci al museo una giovane guida ci ha spiegato minuziosamente cosa successe quell'anno, inizialmente il terremoto si è manifestato il 6 maggio poco dopo le 21.00 cogliendo la popolazione del tutto impreparata per poi finire di distruggere quello che era già precario tra l’11 e il 15 settembre dello stesso anno.
La mostra ha una parte interattiva dove è stato ricostruito in 3D il crollo in tempo reale del duomo di S.Andrea in quei tragici ed interminabili 59 secondi, più una stanza dove vengono simulate le scosse più forti avvenute da maggio a settembre con le pareti della sala che si muovevano, davvero impressionante. Su questo pannello vediamo 1) Venzone prima del terremoto 2) subito dopo nel maggio del 1976 3) dopo l'ultima potente scossa a settembre dello stesso anno 4) come è stata ricostruita oggi.
Alcune foto mi hanno spezzato il cuore, bisogna considerare che è stata una serie di terremoti distruttivi che hanno interessato molti paesi del Friuli e mietuto quasi mille vittime nel giro di pochi mesi.
I friuliani si rimboccarono le maniche e ricostruirono prima le fabbriche, poi le case e infine le chiese. Il motto durante la fase della ricostruzione era: "Dov'era, com'era".
Molti aiuti arrivarono da Russia e USA, quest'ultima donò 40 milioni di dollari! 😮
Mi ha colpito molto un tema di un bambino sfollato che ha vissuto nei prefabbricati durante la fase della ricostruzione di Venzone.
Alcune incredibili foto di repertorio
Sezione di una costruzione antisismica
Consiglio vivamente di visitare questa mostra
Al bookshop la guida mi ha regalato questo fumetto molto carino realizzato da Fraffrog, l'Orcolat (orcaccio in dialetto friulano) sarebbe la creatura nelle leggende carniche che causa i terremoti.
Visitare questa mostra è stata un'esperienza travolgente, si impara sempre moltissimo. Una mostra tosta ma necessaria, se capitate in Friuli andate a vederla.
Bunzigirl

martedì 14 luglio 2026

DOLOMITI WEEK PART 2

Il secondo giorno abbiamo decisamente esagerato, abbiamo percorso 17km a piedi lungo un sentiero tra i boschi, ad un certo punto il sentiero si è interrotto a causa di quello che rimaneva della tempesta Vaia del 2018, uno stuolo di alberi caduti di cui molti tagliati e rimossi dal comune di zona. Qui sotto il fidanzaten conta gli anni di un albero, quei tronchi sono stati abattuti perchè pericolanti, molti sono scesi giù in seguito a delle frane.
Dopo aver pranzato in una trattoria ad Ovaro ci siamo incamminati per tornare a casa, qui ho incontrato una splendida cetonia dorata che ho salvato dall'asfalto bollente, le ho dato un pò d'acqua e l'ho riposizionata sull'erba 💚
Il tempo stava cambiando rapidamente nonostante ciò siamo riusciti a tornare in albergo, i distrutti ma asciutti 🎉 I miei piedi da buttare nell'umido, non sapevo più come coprire le vesciche, cojona io che non ho mai comprato le scarpe adatte! 😭
Appena tornati ci siamo buttati nella spa dell'albergo, una routine pomeridiana che mi manca moltissimo 😢
Il terzo giorno abbiamo deciso di non usare le gambe, meta il monte Crostis da raggiungere in macchina, peccato che l'unica strada accessibile fosse strettissima, sterrata e senza guard rail, con un Audi Q8, lo strapiombo di lato e un temporale in arrivo 😰 Ci siamo cagati sotto e solo a fine vacanza ci siamo accorti di aver squarciato uno pneumatico lateralmente, per fortuna siamo riusciti a tornare a Milano sani e salvi nonostante il danno 😅
Qui abbiamo incontrato un gruppo di motociclisti che ci han consigliato di andare a mangiare in un rifugio poco distante, sotto loro suggerimento abbiamo ordinato gnocchi di pane e crostata ai frutti di bosco, ovviamente non abbiamo perso tempo 😆
Ci siamo seduti a mangiare e un simpatico cagnaccio ci ha fatto compagnia elemosinando cibo come solo i cani san fare 😆
Fidanzaten da brafen tetesken si rifocilla con un bel boccale di birra, per me solo acqua di montagna 😊
Ci eravamo ripromessi di non camminare ma la cima era a un dislivello di 100mt e così dopo pranzo abbiamo sgranchito gli arti fino alla prima tappa...
...poi il tempo è cambiato di nuovo e via di corsa verso la macchina sperando di non incontrare nessuno nel senso di marcia opposto.
Una strada lunghissima che non finiva mai, tanta paura, da cagarsi in mano! 😱
Alla fine ci siamo lasciati il monte Crostis alle spalle, qualche parola di incoraggiamento al fidanzaten che stava sbiancando e via verso l'albergo, pronti ad affogare paure e fatiche nella spa, come ogni pomeriggio 😍
Bunzigirl